La prima domanda che quasi tutti si fanno dopo aver deciso di assumere un architetto è questa: quanto mi costa? È comprensibile. Ma è anche la domanda sbagliata con cui iniziare.

Quella giusta è: cosa include quel costo e quanto mi risparmia rispetto a quello che potrei perdere senza?


Come si calcola il compenso di un architetto

Non esiste una tariffa fissa per legge. Da quando il Decreto Bersani del 2006 ha liberalizzato le professioni, ogni professionista è libero di stabilire il proprio onorario. In pratica si usano tre modalità principali.

Percentuale sul valore dei lavori. È la modalità più diffusa per ristrutturazioni complete. Il compenso è calcolato come percentuale sull’importo totale dell’intervento. Per lavori residenziali tra 50.000 e 150.000 euro, la forchetta reale si colloca tra il 6% e il 12%, con una media intorno all’8-9% per un incarico completo (progetto + direzione lavori + pratiche).

Compenso fisso concordato. Per interventi più definiti, come la sola progettazione o una consulenza preliminare, si lavora con un importo concordato a priori. Una consulenza iniziale pre-cantiere va da 300 a 800 euro. Un progetto senza direzione lavori per un appartamento di 80 mq può costare tra 2.000 e 5.000 euro.

Tariffa oraria. Meno comune nelle ristrutturazioni residenziali, più usata per incarichi parziali o pareri tecnici puntuali. La tariffa oraria di un architetto abilitato varia tra 60 e 150 euro all’ora.


Cosa è incluso nell’onorario

Non tutti gli incarichi includono le stesse prestazioni. Quando confronti due preventivi di professionisti diversi, il primo dato da verificare non è il numero: è cosa c’è dentro.

Un incarico completo comprende tipicamente: rilievo dell’esistente, progetto architettonico, progetto esecutivo con dettagli costruttivi, coordinamento con impresa e artigiani, direzione lavori in cantiere, assistenza nella scelta dei materiali, pratiche amministrative (CILA o SCIA). Un onorario che include tutto questo al 9% è più conveniente di uno al 6% che copre solo il progetto.


Quanto vale rispetto agli imprevisti che evita

Senza guida tecnica, le varianti in corso d’opera costano in media dal 20% al 40% in più rispetto al preventivo iniziale. Su un cantiere da 60.000 euro, stiamo parlando di 12.000-24.000 euro di extra non pianificati.

Un onorario del 9% sullo stesso cantiere è 5.400 euro. Il rapporto è chiaro.

Il costo dell’architetto non è un extra sul preventivo: è la tariffa per ridurre il rischio che quel preventivo si trasformi in qualcosa di molto più grande.


La variante che non ti aspetti

Un committente decide di non assumere un architetto per risparmiare circa 4.500 euro su un cantiere da 50.000. Durante i lavori emergono due varianti: una parete portante che non era nel progetto e un impianto idraulico da rifare completamente. Costo aggiuntivo: 11.000 euro, deciso in cantiere senza margine di negoziazione. Con un progetto esecutivo, entrambe le situazioni sarebbero emerse prima dell’inizio dei lavori, quando risolverle avrebbe richiesto qualche ora di tavolo, non settimane di cantiere fermo.


Quando ha senso e quando no

Non ogni intervento giustifica un onorario completo. Per lavori sotto i 10.000 euro (tinteggiatura, sostituzione sanitari senza modifiche, piccole manutenzioni) la consulenza di un professionista è sproporzionata.

Il discrimine pratico è questo: se l’intervento modifica impianti, struttura o distribuzione degli spazi, il costo del professionista è quasi sempre inferiore al rischio che ti assumi senza di lui.

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