Quanto è ragionevole come acconto
Un acconto tra il 10 e il 20% del valore totale dei lavori rientra nella prassi normale. Alcune imprese chiedono il 30%, soprattutto per cantieri piccoli dove l’acquisto dei materiali pesa in modo significativo sul totale. Oltre il 30% va giustificato nel contratto con una voce specifica: per esempio l’acquisto anticipato di infissi o sanitari su misura, che richiedono tempi di produzione e non si possono restituire.
Se l’impresa chiede il 50% o più prima di iniziare, senza una giustificazione scritta, chiedila. Non è detto che ci sia qualcosa di sbagliato, ma un’impresa seria sa spiegare perché ha bisogno di quella cifra in anticipo. Se la risposta è vaga o verbale, mettila per iscritto prima di spostare un euro.
Quando versare l’acconto
L’acconto si versa dopo aver firmato il contratto, non prima. Sembra ovvio, eppure molti lo versano su richiesta verbale dell’impresa, convinti che il contratto arrivi “nei prossimi giorni”. Se il contratto non c’è ancora, il pagamento non c’è.
Nel contratto devono essere presenti, in modo chiaro: l’importo totale, l’elenco dettagliato dei lavori, la data di inizio, la data di fine prevista, le modalità di pagamento legate all’avanzamento (i SAL), e le conseguenze in caso di ritardo non giustificato. Se una di queste cose manca, il contratto non tutela nessuno.
I SAL: pagare solo quello che è stato fatto
SAL sta per Stato di Avanzamento Lavori. È il meccanismo che lega ogni pagamento a ciò che è stato effettivamente eseguito in cantiere. Si stabiliscono in anticipo le soglie: per esempio, al 30% dei lavori completati scatta il secondo pagamento, al 60% il terzo, a fine cantiere il saldo. Il pagamento avviene solo quando quella soglia viene raggiunta e verificata.
Senza SAL scritti nel contratto, stai pagando a fiducia. Funziona finché va tutto bene. Ma se l’impresa rallenta o si ferma, non hai nessuno strumento contrattuale per bloccare i pagamenti successivi. I SAL non rallentano i lavori: sono l’unico modo concreto per non trovarsi ad aver pagato il 70% di un cantiere fermo al 40%.
La ritenuta di garanzia
Nei contratti tra privati e imprese si usa a volte la ritenuta di garanzia: una percentuale, di solito il 5%, trattenuta su ogni pagamento e sbloccata solo a cantiere concluso e collaudo fatto. Non tutte le imprese la accettano, specialmente su cantieri piccoli. Ma chiedere non costa nulla, e la risposta dice qualcosa sul tipo di impresa che hai davanti.
Un caso concreto
Un cliente mi ha contattato dopo aver versato il 40% dell’importo totale prima della firma del contratto, su richiesta verbale dell’impresa. I lavori erano iniziati, ma si erano fermati dopo dieci giorni. L’impresa rispondeva a fatica e non aveva ancora consegnato nessun documento scritto.
Non c’era niente da fare in modo rapido: senza contratto, senza SAL, senza nulla di scritto, la strada era solo quella civile. Lungo, costoso, esito incerto. Il 40% era già perso nei fatti.
Se l’impresa sparisce o si ferma
Se l’impresa sparisce dopo l’acconto senza iniziare i lavori, la strada è quella civile: messa in mora scritta, richiesta di restituzione, eventualmente decreto ingiuntivo. I tempi sono lunghi e il recupero non è mai garantito.
Quindi, prima di versare qualsiasi acconto: verifica che l’impresa abbia partita IVA attiva e sia iscritta alla Camera di Commercio. Chiedi referenze di cantieri già completati e, se possibile, contatta direttamente quei clienti. Questi controlli richiedono pochi minuti e tagliano fuori la maggior parte dei rischi evitabili.
L’ordine che protegge
Il preventivo viene prima del contratto, e il contratto viene prima dell’acconto. Se il preventivo è vago, il contratto sarà vago. Se le voci sono aggregate e gli importi non verificabili, non si può costruire un contratto preciso sopra. La tutela inizia dal foglio che ti è stato consegnato prima di tutto il resto.
Hai già il preventivo in mano? Prima di versare l’acconto, puoi richiedere un’analisi IRP: verifico se il documento è solido, le clausole sono chiare e l’importo è verificabile.
Prima di firmare e versare qualsiasi acconto, la guida gratuita ti mostra cosa verificare: le voci che mancano quasi sempre, le clausole che aprono la porta agli extra, le domande da fare prima di decidere.
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